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2 luglio 2026 | Castione Andevenno | Auditorium Leone Trabucchi | Luca Zennaro: Stua Scura
LUCA ZENNARO chitarra effetti FRANCESCO PANCONESI sax FEDERICO CALCAGNO clarinetto MATTIA GALEOTTI batteria
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Stua scura non è solo un nome, ma l’espressione di un luogo sonoro: l’unione tra il calore primordiale e l’oscurità sensoriale.
“Stua”, in veneto (dal tedesco, stube): evoca la stanza alpina tradizionale, il soggiorno riscaldato e rivestito in legno. Rappresenta l’intimità, l’accoglienza, il calore avvolgente e l’atmosfera domestica, il focolare dove la vita si svolge al riparo dal freddo.
“Scura”: descrive il colore timbrico della musica. Non è un’oscurità fredda, ma una tonalità profonda, vellutata e terrosa. È l’ombra che amplifica l’introspezione e l’emozione.
Stua scura è, quindi, l’esperienza di un calore intimo e misterioso. È il suono che si sprigiona da una stanza illuminata solo dalla brace morente, dove le storie sussurrate assumono una risonanza profonda.
Il progetto è costruito interamente attorno alla ricchezza armonica e alla potenza evocativa dei suoi strumenti principali, scelti per creare una continuità timbrica caldo-scura:
Clarinetto Basso: con il suo registro profondo e la sua voce quasi umana, dona alla musica una base malinconica e meditativa. È l’elemento che radica il suono all’intimità della “Stua”.
Sassofono Tenore: Apporta la sua pasta sonora rotonda, corposa.
Simboleggia la brace ardente: un calore intenso ma velato, capace di momenti lirici e di improvvise esplosioni di luce scura.
Chitarra: L’utilizzo della chitarra aggiunge consistenza armonica e texture. Funge da ponte tra il ritmo e la melodia, contribuendo alla sensazione di calore (il “legno” della chitarra) e di mistero (gli effetti che la rendono “scura”).
Batteria: La sezione ritmica è fondamentale per ancorare il suono alla terra (il lato “primordiale” del calore).
ufficio stampa ambriaJazz